Le meduse sono organismi molto semplici e il loro corpo si compone solamente di tre strati: l’epidermide, lo strato più esterno, che funge da barriera verso l’ambiente circostante; la gastrodermide, lo strato più interno, che riveste la cavità gastrovascolare; e infine la mesoglea, una massa gelatinosa che si frappone tra gli altri due strati e che favorisce il galleggiamento dell’animale.
Sul lato concavo dell’organismo, in posizione centrale, è presente una struttura dalla forma cilindrica detta manubrio, al termine della quale si trova la bocca.
Questa è l’unica apertura presente nell’animale e si apre in una cavità cieca chiamata cavità gastrovascolare.
La forma di questi animali è inconfondibile: il loro corpo (detto ombrella) ricorda una campana, dal cui margine inferiore si dipartono, rivolti verso il basso, decine di tentacoli.
Proprio alla mesoglea, che conferisce alle meduse il caratteristico aspetto gelatinoso, si deve il nome inglese di jellyfish.
Nonostante siano organismi molto semplici, le meduse possono raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Il ciclo vitale delle meduse varia da specie a specie e può essere più o meno complesso e prevedere diversi stadi.
La medusa rappresenta la forma “adulta” del ciclo e si riproduce sessualmente producendo uova e spermatozoi, dalla cui fusione originano i polipi.
Le meduse (Classe Scyphozoa) appartengono al grande gruppo degli cnidari (Phylum Cnidaria), insieme ad anemoni di mare e coralli.
Il loro corpo è caratterizzato da una simmetria radiale e si sviluppa concentricamente intorno ad un asse centrale: girando intorno ad una medusa la vedremo infatti sempre uguale, indipendentemente dall’angolazione da cui la osserviamo.