Eppure esiste un mito ancora più antico, tramandato ininterrottamente di padre in figlio, di madre in figlia per 36000 anni.
Sì, avete letto bene: 36000 anni.
TRENTASEI MILA.
Stiamo parlando della storia dell’eruzione del Monte Eccles e del Tower Hill, due vulcani ora inattivi situati nella parte sud-orientale dell’Australia, nello stato di Victoria.
I Gunditjmara credono in una divinità creatrice di nome Budj Bim, che nella loro lingua vuol dire ‘alta testa’.
Budj Bim sarebbe emerso della terra sottoforma di vulcano, eruttando magma e rocce: le colate laviche che tuttora costellano la regione sono considerate i suoi denti, sputati fuori durante l’eruzione.
Ebbene, il Monte Eccles e il suo vicino, il Tower Hill, eruttarono effettivamente in un’epoca in cui l’Australia era già stata popolata dall’Homo sapiens.
Ma queste eruzioni avvennero attorno al 34000 a.C., quindi, se il mito dei Gunditjmara fa riferimento a tali eventi vulcanici, significa che si tratta dell’evento più antico del quale la nostra specie ha serbato ricordo.
Non c’è motivo di dubitare che i Gunditjmara siano stati testimoni di quelle antichissime eruzioni e non di episodi più recenti, perché nel 1947 un’ascia è stata ritrovata sotto una colata lavica risalente a 36000 anni fa.
E siccome per logica l’ascia doveva trovarsi lì PRIMA dell’eruzione, ne consegue che i Gunditjmara, o i loro lontani antenati, hanno direttamente assistito all’eruzione che poi hanno trasformato in un mito cosmogonico.